Proclamare la Parola

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Letture con pause per i lettori – Foglietto pronto (.pdf)

Prima lettura

Is 50,4-7

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Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio/ mi ha dato una lingua da discepolo,/
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.//
Ogni mattina fa attento il mio orecchio/
perché io ascolti come i discepoli.//
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio/
e io non ho opposto resistenza,/
non mi sono tirato indietro./
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,/
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;/
non ho sottratto la faccia/
agli insulti e agli sputi.//
Il Signore Dio mi assiste,/
per questo non resto svergognato,/
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,/
sapendo di non restare confuso.

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 21

Rit.: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

Seconda lettura

Fil 2,6-11

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Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù,/ pur essendo nella condizione di Dio,/
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,/
ma svuotò se stesso/
assumendo una condizione di servo,/
diventando simile agli uomini.//
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,/
umiliò se stesso/
facendosi obbediente fino alla morte/
e a una morte di croce.//
Per questo Dio lo esaltò/
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,/
perché nel nome di Gesù/
ogni ginocchio si pieghi/
nei cieli,/ sulla terra/ e sotto terra,/
e ogni lingua proclami:/
«Gesù Cristo è Signore!»,/
a gloria di Dio Padre.

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!


Vangelo

Mc 14,1-15,47

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La passione del Signore

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».

E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

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Prima lettura
Ger 31,31-34

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Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.

Dal libro del profeta Geremìa

Ecco,/ verranno giorni/ – oracolo del Signore/ –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda/ concluderò un’alleanza nuova.// Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri,/ quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto,/ alleanza che essi hanno infranto,/ benché io fossi loro Signore./ Oracolo del Signore.//
Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele/ dopo quei giorni/ – oracolo del Signore/ –: porrò la mia legge dentro di loro,/ la scriverò sul loro cuore.// Allora io sarò il loro Dio/ ed essi saranno il mio popolo.// Non dovranno più istruirsi l’un l’altro,/ dicendo:/ «Conoscete il Signore»,/ perché tutti mi conosceranno,/ dal più piccolo al più grande/ – oracolo del Signore/ –, poiché io perdonerò la loro iniquità/ e non ricorderò più/ il loro peccato.

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 50

Rit.:Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

Seconda lettura
Eb 5,7-9

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Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo,/ nei giorni della sua vita terrena,/ offrì preghiere e suppliche,/ con forti grida e lacrime,/ a Dio che poteva salvarlo da morte/ e,/ per il suo pieno abbandono a lui,/ venne esaudito.//
Pur essendo Figlio,/ imparò l’obbedienza da ciò che patì e,/ reso perfetto,/ divenne causa di salvezza eterna/ per tutti coloro/ che gli obbediscono.

Canto al Vangelo (Gv 12,26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
Lode e onore a te, Signore Gesù!


Vangelo
Gv 12,20-33

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Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo,/ tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa/ c’erano anche alcuni Greci./ Questi si avvicinarono a Filippo,/ che era di Betsàida di Galilea,/ e gli domandarono:/ «Signore,/ vogliamo vedere Gesù».// Filippo andò a dirlo ad Andrea,/ e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.// Gesù rispose loro:/ «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato.// In verità,/ in verità io vi dico:/ se il chicco di grano,/ caduto in terra,/ non muore,/ rimane solo;/ se invece muore,/ produce molto frutto.// Chi ama la propria vita,/ la perde/ e chi odia la propria vita in questo mondo,/ la conserverà per la vita eterna.// Se uno mi vuole servire,/ mi segua,/ e dove sono io,/ là sarà anche il mio servitore.// Se uno serve me,/ il Padre lo onorerà.// Adesso l’anima mia è turbata;/ che cosa dirò?/ Padre,/ salvami da quest’ora?// Ma proprio per questo/ sono giunto a quest’ora!// Padre,/ glorifica il tuo nome».//Venne allora una voce dal cielo:/ «L’ho glorificato/ e lo glorificherò ancora!».//
La folla,/ che era presente e aveva udito,/ diceva che era stato un tuono.// Altri dicevano:/ «Un angelo gli ha parlato».// Disse Gesù:/ «Questa voce non è venuta per me,/ ma per voi.// Ora è il giudizio di questo mondo;/ ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.// E io,/ quando sarò innalzato da terra,/ attirerò tutti a me».// Diceva questo/ per indicare di quale morte doveva morire.

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Prima lettura
2Cr 36,14-16.19-23

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Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.

Dal secondo libro delle Cronache

In quei giorni,/ tutti i capi di Giuda,/ i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà,/ imitando in tutto gli abomini degli altri popoli,/ e contaminarono il tempio,/ che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.//
Il Signore,/ Dio dei loro padri,/ mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli,/ perché aveva compassione del suo popolo/ e della sua dimora.// Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio,/ disprezzarono le sue parole/ e schernirono i suoi profeti/ al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine,/ senza più rimedio.// Quindi/ [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore,/ demolirono le mura di Gerusalemme/ e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi/ e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.//
Il re [dei Caldèi]/ deportò a Babilonia gli scampati alla spada,/ che divennero schiavi suoi e dei suoi figli/ fino all’avvento del regno persiano,/ attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa:/ «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati,/ essa riposerà per tutto il tempo della desolazione/ fino al compiersi di settanta anni».//
Nell’anno primo di Ciro,/ re di Persia,/ perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa,/ il Signore suscitò lo spirito di Ciro,/ re di Persia,/ che fece proclamare per tutto il suo regno,/ anche per iscritto:/ «Così dice Ciro,/ re di Persia:/ “Il Signore,/ Dio del cielo,/ mi ha concesso tutti i regni della terra.// Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme,/ che è in Giuda.// Chiunque di voi appartiene al suo popolo,/ il Signore,/ suo Dio,/ sia con lui e salga!”».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 136

Rit.: Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

Seconda lettura
Ef 2,4-10

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Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli,/ Dio,/ ricco di misericordia,/ per il grande amore con il quale ci ha amato,/ da morti che eravamo per le colpe,/ ci ha fatto rivivere con Cristo:/ per grazia siete salvati.//
Con lui ci ha anche risuscitato/ e ci ha fatto sedere nei cieli,/ in Cristo Gesù,/ per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia/ mediante la sua bontà verso di noi/ in Cristo Gesù.//
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede;/ e ciò non viene da voi,/ ma è dono di Dio;/ né viene dalle opere,/ perché nessuno possa vantarsene.// Siamo infatti opera sua,/ creati in Cristo Gesù per le opere buone,/ che Dio ha preparato/ perché in esse camminassimo.

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!


Vangelo
Gv 3,14-21

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Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo,/ Gesù disse a Nicodèmo:/
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto,/ così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,/ perché chiunque crede in lui/ abbia la vita eterna.//
Dio infatti ha tanto amato il mondo/ da dare il Figlio unigenito/ perché chiunque crede in lui non vada perduto,/ ma abbia la vita eterna.// Dio,/ infatti,/ non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo,/ ma perché il mondo sia salvato/ per mezzo di lui.// Chi crede in lui non è condannato;/ ma chi non crede/ è già stato condannato,/ perché non ha creduto/ nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.//
E il giudizio è questo:/ la luce è venuta nel mondo,/ ma

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gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce,/ perché le loro opere/ erano malvagie.// Chiunque infatti fa il male,/ odia la luce,/ e non viene alla luce/ perché le sue opere non vengano riprovate.// Invece chi fa la verità/ viene verso la luce,/ perché appaia chiaramente/ che le sue opere/ sono state fatte in Dio».

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Prima lettura
Es 20,1-17

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La legge fu data per mezzo di Mosè.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni,/ Dio pronunciò tutte queste parole:/ «Io sono il Signore,/ tuo Dio,/ che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,/ dalla condizione servile://
Non avrai altri dèi di fronte a me.//
Non ti farai idolo/ né immagine alcuna/ di quanto è lassù nel cielo,/ né di quanto è quaggiù sulla terra,/ né di quanto è nelle acque sotto la terra.// Non ti prostrerai davanti a loro/ e non li servirai.// Perché io,/ il Signore,/ tuo Dio,/ sono un Dio geloso,/ che punisce la colpa dei padri nei figli/ fino alla terza e alla quarta generazione,/ per coloro che mi odiano,/ ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni,/ per quelli che mi amano/ e osservano i miei comandamenti.//
Non pronuncerai invano il nome del Signore,/ tuo Dio,/ perché il Signore non lascia impunito/ chi pronuncia il suo nome invano.//
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo./ Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro;/ ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore,/ tuo Dio:/ non farai alcun lavoro,/ né tu né tuo figlio né tua figlia,/ né il tuo schiavo né la tua schiava,/ né il tuo bestiame,/ né il forestiero che dimora presso di te.// Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare/ e quanto è in essi,/ ma si è riposato il settimo giorno.// Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato/ e lo ha consacrato.//
Onora tuo padre e tua madre,/ perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore,/ tuo Dio,/ ti dà.//
Non ucciderai.//
Non commetterai adulterio.//
Non ruberai.//
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.//
Non desidererai la casa del tuo prossimo.// Non desidererai la moglie del tuo prossimo,/ né il suo schiavo né la sua schiava,/ né il suo bue/ né il suo asino,/ né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 18

Rit.: Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Seconda lettura
1Cor 1,22-25

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Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ mentre i Giudei chiedono segni/ e i Greci cercano sapienza,/ noi invece annunciamo Cristo crocifisso:/ scandalo per i Giudei/ e stoltezza per i pagani;// ma per coloro che sono chiamati,/ sia Giudei che Greci,/ Cristo è potenza di Dio/ e sapienza di Dio.//
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini,/ e ciò che è debolezza di Dio/ è più forte degli uomini.

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!


Vangelo
Gv 2,13-25

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Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei/ e Gesù salì a Gerusalemme.// Trovò nel tempio gente che vendeva buoi,/ pecore e colombe/ e, là seduti,/ i cambiamonete.// Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio,/ con le pecore e i buoi;/ gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi,/ e ai venditori di colombe disse:/ «Portate via di qui queste cose/ e non fate della casa del Padre mio/ un mercato!».// I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:/ «Lo zelo per la tua casa/ mi divorerà».//
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero:/ «Quale segno ci mostri/ per fare queste cose?».// Rispose loro Gesù:/ «Distruggete questo tempio/ e in tre giorni lo farò risorgere».// Gli dissero allora i Giudei:/ «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni/ e tu in tre giorni lo farai risorgere?»./ Ma egli parlava del tempio del suo corpo.//
Quando poi fu risuscitato dai morti,/ i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo,/ e credettero alla Scrittura/ e alla parola detta da Gesù.//
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua,/ durante la festa,/ molti,/ vedendo i segni che egli compiva,/ credettero nel suo nome.// Ma lui,/ Gesù,/ non si fidava di loro,/ perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo.// Egli infatti conosceva/ quello che c’è nell’uomo.

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Prima lettura

Gen 22,1-2.9.10-13.15-18

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Il sacrificio del nostro padre Abramo.

Dal libro della Gènesi

In quei giorni,/ Dio mise alla prova Abramo/ e gli disse:/ «Abramo!»./ Rispose:/ «Eccomi!»./ Riprese:/ «Prendi tuo figlio,/ il tuo unigenito che ami,/ Isacco,/ va’ nel territorio di Mòria/ e offrilo in olocausto/ su di un monte che io ti indicherò»./
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato;/ qui Abramo costruì l’altare,/ collocò la legna.// Poi Abramo stese la mano/ e prese il coltello per immolare suo figlio.// Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo/ e gli disse:/ «Abramo,/ Abramo!».// Rispose:/ «Eccomi!»./ L’angelo disse:/ «Non stendere la mano contro il ragazzo/ e non fargli niente!// Ora so che tu temi Dio/ e non mi hai rifiutato tuo figlio,/ il tuo unigenito».//
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete,/ impigliato con le corna in un cespuglio.// Abramo andò a prendere l’ariete/ e lo offrì in olocausto/ invece del figlio.//
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta/ e disse:/ «Giuro per me stesso,/ oracolo del Signore:/ perché tu hai fatto quest/ e non hai risparmiato tuo figlio,/ il tuo unigenito,/ io ti colmerò di benedizioni/ e renderò molto numerosa la tua discendenza,/ come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare;/ la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.// Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra,/ perché tu hai obbedito/ alla mia voce».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 115

Rit.:Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.


Seconda lettura

Rm 8,31-34

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Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,/ se Dio è per noi,/ chi sarà contro di noi?// Egli,/ che non ha risparmiato il proprio Figlio,/ ma lo ha consegnato per tutti noi,/ non ci donerà forse ogni cosa/ insieme a lui?//
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto?/ Dio è colui che

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giustifica!// Chi condannerà?/ Cristo Gesù è morto,/ anzi è risorto,/ sta alla destra di Dio/ e intercede per noi!

Canto al Vangelo (Mc 9,7)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!


Vangelo
Mc 9,2-10

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Questi è il Figlio mio, l’amato.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo,/ Gesù prese con sé Pietro,/ Giacomo e Giovanni/ e li condusse su un alto monte,/ in disparte,/ loro soli.//
Fu trasfigurato davanti a loro/ e le sue vesti divennero splendenti,/ bianchissime:// nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.// E apparve loro Elia con Mosè/ e conversavano con Gesù.// Prendendo la parola,/ Pietro disse a Gesù:/ «Rabbì,/ è bello per noi essere qui;/ facciamo tre capanne,/ una per te,/ una per Mosè e una per Elia».// Non sapeva infatti che cosa dire,/ perché erano spaventati.// Venne una nube che li coprì con la sua ombra/ e dalla nube uscì una voce:/ «Questi è il Figlio mio,/ l’amato:/ ascoltatelo!».// E improvvisamente,/ guardandosi attorno,/ non videro più nessuno,/ se non Gesù solo,/ con loro.//
Mentre scendevano dal monte,/ ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto,/ se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti.// Ed essi tennero fra loro la cosa,/ chiedendosi che cosa volesse dire/ risorgere dai morti.

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Prima lettura
Gen 9,8-15

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L’alleanza fra Dio e Noè liberato dalle acque del diluvio.

Dal libro della Gènesi

Dio disse a Noè/ e ai suoi figli con lui:/ «Quanto a me,/ ecco io stabilisco la mia alleanza con voi/ e con i vostri discendenti dopo di voi,/ con ogni essere vivente che è con voi,/ uccelli,/ bestiame e animali selvatici,/ con tutti gli animali che sono usciti dall’arca,/ con tutti gli animali della terra.// Io stabilisco la mia alleanza con voi:/ non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio,/ né il diluvio/ devasterà più la terra».//
Dio disse:/
«Questo è il segno dell’alleanza,/
che io pongo tra me e voi/
e ogni essere vivente che è con voi,/
per tutte le generazioni future.//
Pongo il mio arco sulle nubi,/
perché sia il segno dell’alleanza/
tra me e la terra.//
Quando ammasserò le nubi sulla terra/
e apparirà l’arco sulle nubi,/
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi/
e ogni essere che vive in ogni carne,/
e non ci saranno più le acque per il diluvio,/
per distruggere ogni carne».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 24

Rit.:Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Seconda lettura
1Pt 3,18-22

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Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi,/ Cristo è morto una volta per sempre per i peccati,/ giusto per gli ingiusti,/ per ricondurvi a Dio;// messo a morte nel corpo,/ ma reso vivo nello spirito.// E nello spirito andò a portare l’annuncio/ anche alle anime prigioniere,/ che un tempo avevano rifiutato di credere,/ quando Dio,/ nella sua magnanimità,/ pazientava nei giorni di Noè,/ mentre si fabbricava l’arca,/ nella quale poche persone,/ otto in tutto,/ furono salvate per mezzo dell’acqua.//
Quest’acqua,/ come immagine del battesimo,/ ora salva anche voi;/ non porta via la sporcizia del corpo,/ ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio/ da parte di una buona coscienza,/ in virtù della risurrezione di Gesù Cristo.// Egli è alla destra di Dio,/ dopo essere salito al cielo/ e aver ottenuto la sovranità sugli angeli,/ i Principati/ e le Potenze.

Canto al Vangelo (Mt 4,4)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo
Mc

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1,12-15

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Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo,/ lo Spirito sospinse Gesù nel deserto/ e nel deserto rimase quaranta giorni,/ tentato da Satana.// Stava con le bestie selvatiche/ e gli angeli lo servivano.//
Dopo che Giovanni fu arrestato,/ Gesù andò nella Galilea,/ proclamando il vangelo di Dio,/ e diceva:/ «Il tempo è compiuto/ e il regno di Dio è vicino;/ convertitevi/ e credete nel Vangelo».

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Prima lettura
Is 43,18-19.21-22.24-25

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Per amore di me

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stesso non ricordo più i tuoi peccati.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:/
«Non ricordate più le cose passate,/
non pensate più alle cose antiche!//
Ecco,/ io faccio una cosa nuova:/
proprio ora germoglia,/ non ve ne accorgete?//
Aprirò anche nel deserto una strada,/
immetterò fiumi nella steppa.//
Il popolo che io ho plasmato per me/
celebrerà le mie lodi.//
Invece tu non mi hai invocato,/ o Giacobbe;/
anzi ti sei stancato di me,/ o Israele.//
Tu mi hai dato molestia con i peccati,/
mi hai stancato/ con le tue iniquità.//
Io,/ io cancello i tuoi misfatti/ per amore di me stesso,/
e non ricordo più i tuoi peccati».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 40

Rit.:Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono.

Beato l’uomo che ha cura del debole:
nel giorno della sventura il Signore lo libera.
Il Signore veglierà su di lui,
lo farà vivere beato sulla terra,
non lo abbandonerà in preda ai nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore;
tu lo assisti quando giace ammalato.
Io ho detto: «Pietà di me, Signore,
guariscimi: contro di te ho peccato».

Per la mia integrità tu mi sostieni
e mi fai stare alla tua presenza per sempre.
Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. Amen, amen.

Seconda lettura
2Cor 1,18-22

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Gesù non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì».

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ Dio è testimone che la nostra parola verso di voi/ non è «sì»/ e «no».// Il Figlio di Dio,/ Gesù Cristo,/ che abbiamo annunciato tra voi,/ io,/ Silvano e Timòteo,/ non fu «sì»/ e «no»,/ ma in lui/ vi fu il «sì».//
Infatti tutte le promesse di Dio in lui/ sono «sì».// Per questo/ attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen»/ per la sua gloria.//
È Dio stesso che ci conferma,/ insieme a voi,/ in Cristo/ e ci ha conferito l’unzione,/ ci ha impresso il sigillo/ e ci ha dato la caparra dello Spirito/ nei nostri cuori.

Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.


Vangelo
Mc 2,1-12

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Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao,/ dopo alcuni giorni.// Si seppe che era in casa/ e si radunarono tante persone/ che non vi era più posto neanche davanti alla porta;/ ed egli annunciava loro la Parola.//
Si recarono da lui portando un paralitico,/ sorretto da quattro persone.// Non potendo però portarglielo innanzi,/ a causa della folla,/ scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e,/ fatta un’apertura,/ calarono la barella su cui era adagiato il paralitico.// Gesù,/ vedendo la loro fede,/ disse al paralitico:/ «Figlio,/ ti sono perdonati i peccati».//
Erano seduti là alcuni scribi/ e pensavano in cuor loro:/ «Perché costui parla così?/ Bestemmia!// Chi può perdonare i peccati,/ se non Dio solo?».// E subito Gesù,/ conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé,/ disse loro:/ «Perché pensate queste cose nel vostro cuore?/ Che cosa è più facile:/ dire al paralitico/ “Ti sono perdonati i peccati”,/ oppure dire/ “Àlzati,/ prendi la tua barella/ e cammina”?// Ora,/ perché sappiate/ che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra,/ dico a te/ – disse al paralitico/ –: àlzati,/ prendi la tua barella/ e va’ a casa tua».//
Quello si alzò/ e subito prese la sua barella/ e sotto gli occhi di tutti se ne andò,/ e tutti si meravigliarono e lodavano Dio,/ dicendo:/ «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».//

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Prima lettura
Lv 13,1-2.45-46

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Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.

Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:/
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore/ o una pustola/ o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra,/ quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne/ o da qualcuno dei sacerdoti,/ suoi figli.//
Il lebbroso colpito da piaghe/ porterà vesti strappate e il capo scoperto;/ velato fino al labbro superiore,/ andrà gridando:/ “Impuro!/ Impuro!”.//
Sarà impuro finché durerà in lui il male;/ è impuro,/ se ne starà solo,/ abiterà fuori dell’accampamento».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 31

Rit.:Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

Seconda lettura
1Cor 10,31-11,1

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Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ sia che mangiate sia che beviate/ sia che facciate qualsiasi altra cosa,/ fate tutto per la gloria di Dio.//
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei,/ né ai Greci,/ né alla Chiesa di Dio;/ così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto,/ senza cercare il mio interesse/ ma quello di molti,/ perché giungano alla salvezza.//
Diventate miei imitatori,/ come io/ lo sono di Cristo.

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

Vangelo
Mc 1,40-45

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La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo,/ venne da Gesù un lebbroso,/ che lo supplicava in ginocchio e gli diceva:/ «Se vuoi,/ puoi purificarmi!».// Ne ebbe compassione,/ tese la mano,/ lo toccò e gli disse:/ «Lo voglio,/ sii purificato!».// E subito la lebbra scomparve da lui/ ed egli fu purificato.//
E,/ ammonendolo severamente,/ lo cacciò via subito e gli disse:/ «Guarda di non dire niente a nessuno;/ va’,/ invece,/

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a mostrarti al sacerdote/ e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto,/ come testimonianza per loro». //
Ma quello si allontanò/ e si mise a proclamare e a divulgare il fatto,/ tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città,/ ma rimaneva fuori,/ in luoghi deserti;// e venivano a lui/ da ogni parte.

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Prima lettura
Gb 7,1-4.6-7

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Notti di affanno mi sono state assegnate.

Dal libro di Giobbe

Giobbe parlò e disse:/
«L’uomo non compie forse/ un duro servizio sulla terra/
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?//
Come lo schiavo sospira l’ombra/
e come il mercenario aspetta il suo salario,/
così a me sono toccati mesi d’illusione/
e notti di affanno/ mi sono state assegnate.//
Se mi corico dico:/ “Quando mi alzerò?”.//
La notte si fa lunga/ e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.// 
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,/
svaniscono/ senza un filo di speranza.//
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:/
il mio occhio/ non rivedrà più il bene».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 146

Rit.:Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

Seconda lettura

1Cor 9,16-19.22-23

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Guai a me se non annuncio il Vangelo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ annunciare il Vangelo non è per me un vanto,/ perché è una necessità che mi si impone:/ guai a me/ se non annuncio il Vangelo! //
Se lo faccio di mia iniziativa,/ ho diritto alla ricompensa;/ ma se non lo faccio di mia iniziativa,/ è un incarico che mi è stato affidato.// Qual è dunque la mia ricompensa?/ Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo/ senza usare il diritto/ conferitomi dal Vangelo.//
Infatti,/ pur essendo libero da tutti,/ mi sono fatto servo di tutti/ per guadagnarne il maggior numero.// Mi sono fatto debole per i deboli,/ per guadagnare i deboli;/ mi sono fatto tutto per tutti,/ per salvare a ogni costo qualcuno.// Ma tutto io faccio per il Vangelo,/ per diventarne partecipe anch’io.

Canto al Vangelo (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.

Vangelo
Mc 1,29-39

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Guarì molti che erano affetti da varie malattie.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo,/ Gesù,/ uscito dalla sinagoga,/ subito andò nella casa di Simone e Andrea,/ in compagnia di Giacomo e Giovanni.// La suocera di Simone era a letto con la febbre/ e subito gli parlarono di lei.// Egli si avvicinò/ e la fece alzare prendendola per mano;// la febbre la lasciò/ ed ella li serviva.//
Venuta la sera,/ dopo il tramonto del sole,/ gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.// Tutta la città era riunita davanti alla porta.// Guarì molti che erano affetti da varie malattie/ e scacciò molti demòni;/ ma non permetteva ai demòni di parlare,/ perché lo conoscevano.//
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio/ e,/ uscito,/ si ritirò in un luogo deserto,/ e là pregava.// Ma Simone/ e quelli che erano con lui/ si misero sulle sue tracce.// Lo trovarono e gli dissero:/ «Tutti ti cercano!».// Egli disse loro:/ «Andiamocene altrove,/ nei villaggi vicini,/ perché io predichi anche là;/ per questo infatti sono venuto!».//
E andò per tutta la Galilea,/ predicando nelle loro sinagoghe/ e scacciando i demòni.

Letture con pause per i lettori – Foglietto pronto (.pdf)
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Prima lettura
Dt 18,15-20

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Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.

Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore,/ tuo Dio,/ susciterà per te,/ in mezzo a te,/ tra i tuoi fratelli,/ un profeta pari a me.// A lui darete ascolto.//
Avrai così quanto hai chiesto al Signore,/ tuo Dio,/ sull’Oreb,/ il giorno dell’assemblea,/ dicendo:/ “Che io non oda più la voce del Signore,/ mio Dio,/ e non veda più questo grande fuoco,/ perché non muoia”.//
Il Signore mi rispose:/ “Quello che hanno detto,/ va bene./ Io susciterò loro un profeta/ in mezzo ai loro fratelli/ e gli porrò in bocca le mie parole/ ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.// Se qualcuno non ascolterà le parole/ che egli dirà in mio nome,/ io gliene domanderò conto.// Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome/ una cosa che io non gli ho comandato di dire,/ o che parlerà in nome di altri dèi,/ quel profeta dovrà morire”».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 94

Rit.: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

Seconda lettura
1Cor 7,32-35

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La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ io vorrei che foste senza preoccupazioni:/ chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore,/ come possa piacere al Signore;/ chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo,/ come possa piacere alla moglie,/ e si trova diviso!//
Così la donna non sposata,/ come la vergine,/ si preoccupa delle cose del Signore,/ per essere santa nel corpo e nello spirito;/ la donna sposata invece/ si preoccupa delle cose del mondo,/ come possa piacere al marito.//
Questo lo dico per il vostro bene:/ non per gettarvi un laccio,/ ma perché vi comportiate degnamente/ e restiate fedeli al Signore,/ senza deviazioni.

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio, unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna.
Alleluia.


Vangelo
Mc 1,21-28

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Insegnava loro come uno che ha autorità.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo,/ Gesù, entrato di sabato nella sinagoga,/ [a Cafàrnao,]/ insegnava.// Ed erano stupiti del suo insegnamento:/ egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità,/ e non come gli scribi.//
Ed ecco,/ nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro/ e cominciò a gridare,/ dicendo:/ «Che vuoi da noi,/ Gesù Nazareno?/ Sei venuto a rovinarci?/ Io so chi tu sei:/ il santo di Dio!».// E Gesù gli ordinò severamente:/ «Taci!/ Esci da lui!».// E lo spirito impuro,/ straziandolo e gridando forte,/ uscì da lui.//
Tutti furono presi da timore,/ tanto che si chiedevano a vicenda:/ «Che è mai questo?/ Un insegnamento nuovo,/ dato con autorità.// Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».//
La sua fama si diffuse subito dovunque,/ in tutta la regione della Galilea.

"Oggi si è compiuta questa Scrittura"

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". Luca 4,16-21

 

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