Proclamare la Parola

pagine per il Ministero del Lettore nella Chiesa Cattolica

Archivio della Categoria ‘Ministero del lettore

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Prima lettura
Dt 26,4-10

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Professione di fede del popolo eletto.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani/ e la deporrà davanti all’altare del Signore,/ tuo Dio,/ e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore,/ tuo Dio:/ “Mio padre era un Aramèo errante;/ scese in Egitto,/ vi stette come un forestiero con poca gente/ e vi diventò una nazione grande,/ forte e numerosa.// Gli Egiziani ci maltrattarono,/ ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù.// Allora gridammo al Signore,/ al Dio dei nostri padri,/ e il Signore ascoltò la nostra voce,/ vide la nostra umiliazione,/ la nostra miseria e la nostra oppressione;/ il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso,/ spargendo terrore e operando segni e prodigi.// Ci

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condusse in questo luogo/ e ci diede questa terra,/ dove scorrono latte e miele.// Ora, ecco,/ io presento le primizie dei frutti del suolo che tu,/ Signore,/ mi hai dato”.// Le deporrai davanti al Signore,/ tuo Dio,/ e ti prostrerai davanti al Signore,/ tuo Dio».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)

Sal 90

Rit.:Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».

Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.

Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.

«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso».

Seconda lettura
Rm 10,8-13

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Professione di fede di chi crede in Cristo.

Dalla lettera di

san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,/ che cosa dice [Mosè]?/ «Vicino a te è la Parola,/ sulla tua bocca e nel tuo cuore»,/ cioè la parola della fede che noi predichiamo.// Perché se con la tua bocca proclamerai:/ «Gesù è il Signore!»,/ e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti,/ sarai salvo.// Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia,/ e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.//
Dice infatti la Scrittura:/ «Chiunque crede in lui/ non sarà deluso».// Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco,/ dato che lui stesso è il Signore di tutti,/ ricco verso tutti quelli che lo invocano.// Infatti:/ «Chiunque invocherà il nome del Signore/ sarà salvato».

Vangelo
Lc 4,1-13

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Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

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Il Foglietto delle Famiglie della Visitazione

Prima lettura
Ger 17,5-8

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Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:/
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,/
e pone nella carne il suo sostegno,/
allontanando il suo cuore dal Signore.//
Sarà come un tamarisco nella steppa;/
non vedrà venire il bene,/
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,/
in una terra di salsedine,/ dove nessuno può vivere.//
Benedetto l’uomo che confida nel Signore/
e il Signore è la sua fiducia.//
È come un albero/ piantato lungo un corso d’acqua,/
verso la corrente/ stende le radici;/
non teme quando viene il caldo,/
le sue foglie/ rimangono verdi,/
nell’anno della siccità/ non si dà pena,/
non smette/ di produrre frutti».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 1

Rit.:Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Seconda lettura
1Cor 15,12.16-20

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Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ se si annuncia che Cristo è risorto dai morti,/ come possono dire alcuni tra voi/ che non vi è risurrezione dei morti?//
Se infatti i morti non risorgono,/ neanche Cristo è risorto;/ ma se Cristo non è risorto,/ vana è la vostra fede/ e voi siete ancora nei vostri peccati.// Perciò anche quelli che sono morti in Cristo/ sono perduti.//
Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo/ soltanto per questa vita,/ siamo da commiserare più di tutti gli uomini.//
Ora,/ invece,/ Cristo è risorto dai morti,/ primizia/ di coloro che sono morti.

Vangelo
Lc 6,17.20-26

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Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Prima lettura
Is 6,1-2.3-8

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Eccomi, manda me!

Dal libro del profeta Isaìa

Nell’anno in cui morì il re Ozìa,/ io vidi il Signore seduto su un trono/ alto ed elevato;/ i lembi del suo manto riempivano il tempio.// Sopra di lui stavano dei serafini;/ ognuno aveva sei ali.// Proclamavano l’uno all’altro,/ dicendo:/
«Santo,/ santo,/ santo il Signore degli eserciti!/
Tutta la terra è piena della sua gloria».//
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce,/ mentre il tempio si riempiva di fumo./ E dissi:/
«Ohimè!/ Io sono perduto,/
perché un uomo dalle labbra impure io sono/
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;/
eppure/ i miei occhi hanno visto
il re,/ il Signore degli eserciti».//
Allora uno dei serafini volò verso di me;/ teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare.// Egli mi toccò la bocca/ e disse:/
«Ecco,/ questo ha toccato le tue labbra,/
perciò è scomparsa la tua colpa/
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore/ che diceva:/ «Chi manderò/ e chi andrà per noi?».// E io risposi:/ «Eccomi,/ manda me!».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 137

Rit.:Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Seconda lettura
1Cor 15,1-11

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Così predichiamo e così avete creduto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Vi proclamo,/ fratelli,/ il Vangelo che vi ho annunciato/ e che voi avete ricevuto,/ nel quale restate saldi/ e dal quale siete salvati,/ se lo mantenete come ve l’ho annunciato.// A meno che non abbiate creduto invano!//
A voi infatti ho trasmesso,/ anzitutto,/ quello che anch’io ho ricevuto,/ cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture/
e che fu sepolto/
e che è risorto il terzo giorno/ secondo le Scritture/
e che apparve a Cefa/ e quindi ai Dodici.//
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta:/ la maggior parte di essi/ vive ancora,/ mentre alcuni

sono morti.// Inoltre apparve a Giacomo,/ e quindi a tutti gli apostoli.// Ultimo fra tutti apparve anche a me/ come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Vangelo
Lc 5,1-11

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Lasciarono tutto e lo seguirono.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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Prima lettura
Ger 1,4-5.17-19

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Ti ho stabilito profeta delle nazioni.

Dal libro del profeta Geremìa

Nei giorni del re Giosìa,/ mi fu rivolta questa parola del Signore:/
«Prima di formarti nel grembo materno,/ ti ho conosciuto,/
prima che tu uscissi alla luce,/ ti ho consacrato;/
ti ho stabilito profeta delle nazioni.//
Tu,/ dunque,/ stringi la veste ai fianchi,/
àlzati e di’ loro/ tutto ciò che ti ordinerò;/
non spaventarti di fronte a loro,/
altrimenti sarò io/ a farti paura davanti a loro.//
Ed ecco,/ oggi io faccio di te
come una città fortificata,/
una colonna di ferro/
e un muro di bronzo
contro tutto il paese,/
contro i re di Giuda/ e i suoi capi,/
contro i suoi sacerdoti/ e il popolo del paese.//
Ti faranno guerra,/ ma non ti vinceranno,/
perché io sono con te/ per salvarti».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 70

Rit.:La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.

Seconda lettura
1Cor 12,31-13,13

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Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ desiderate intensamente i carismi più grandi.// E allora,/ vi mostro la via più sublime.//
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,/ ma non avessi la carità,/ sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.//
E se avessi il dono della profezia,/ se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza,/ se possedessi tanta fede da trasportare le montagne,/ ma non avessi la carità,/ non sarei nulla.//
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo,/ per averne vanto,/ ma non avessi la carità,/ a nulla mi servirebbe.//
La carità è magnanima,/ benevola è la carità;/ non è invidiosa,/ non si vanta,/ non si gonfia d’orgoglio,/ non manca di rispetto,/ non cerca il proprio interesse,/ non si adira,/ non tiene conto del male ricevuto,/ non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.// Tutto scusa,/ tutto crede,/ tutto spera,/ tutto sopporta.//
La carità non avrà mai fine./ Le profezie scompariranno,/ il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.// Infatti,/ in modo imperfetto noi conosciamo/ e in modo imperfetto profetizziamo.// Ma quando verrà ciò che è perfetto,/ quello che è imperfetto scomparirà.// Quand’ero bambino,/ parlavo da bambino,/ pensavo da bambino,/ ragionavo da bambino.// Divenuto uomo,/ ho eliminato ciò che è da bambino.//
Adesso noi vediamo in modo confuso,/ come in uno specchio;// allora invece vedremo faccia a faccia.// Adesso conosco in modo imperfetto,/ ma allora conoscerò perfettamente,/ come anch’io sono conosciuto.// Ora dunque rimangono queste tre cose:/ la fede,/ la speranza e la carità.// Ma la più grande di tutte/ è la carità!

Vangelo
Lc 4,21-30

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Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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Prima lettura
Ne 8,2-4.5-6.8-10

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Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.

Dal libro di Neemìa

In quei giorni,/ il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini,/ delle donne/ e di quanti erano capaci di intendere.// Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque,/ dallo spuntare della luce/ fino a mezzogiorno,/ in presenza degli uomini,/ delle donne/ e di quelli che erano capaci d’intendere;/ tutto il popolo tendeva l’orecchio/ al libro della legge.// Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno,/ che avevano costruito per l’occorrenza.// Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo,/ poiché stava più in alto di tutti;/ come ebbe aperto il libro,/ tutto il popolo si alzò in piedi.// Esdra benedisse il Signore,/ Dio grande,/ e tutto il popolo rispose: «Amen,/ amen»,/ alzando le mani;/ si inginocchiarono/ e si prostrarono con la faccia a terra/ dinanzi al Signore.// I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti/ e spiegavano il senso,/ e così facevano comprendere la lettura./ Neemìa,/ che era il governatore,/ Esdra,/ sacerdote e scriba,/ e i leviti che ammaestravano il popolo/ dissero a tutto il popolo:/ «Questo giorno è consacrato al Signore,/ vostro Dio;/ non fate lutto e non piangete!».// Infatti tutto il popolo piangeva,/ mentre ascoltava le parole della legge.// Poi Neemìa disse loro: /«Andate,/ mangiate carni grasse e bevete vini dolci/ e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato,/ perché questo giorno è consacrato al Signore nostro;/ non vi rattristate,/ perché la gioia del Signore/ è la vostra forza».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 18

Rit.:Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.

Seconda lettura
1Cor 12,12-30

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Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli,/ come il corpo è uno solo/ e ha molte membra,/ e tutte le membra del corpo,/ pur essendo molte,/ sono un corpo solo,/ così anche il Cristo.// Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo,/ Giudei o Greci,/ schiavi o liberi;// e tutti siamo stati dissetati/ da un solo Spirito.//
E infatti il corpo non è formato da un membro solo,/ ma da molte membra.// Se il piede dicesse:/ «Poiché non sono mano,/ non appartengo al corpo»,/ non per questo non farebbe parte del corpo.// E se l’orecchio dicesse:/ «Poiché non sono occhio,/ non appartengo al corpo»,/ non per questo non farebbe parte del corpo.// Se tutto il corpo fosse occhio,/ dove sarebbe l’udito?// Se tutto fosse udito,/ dove sarebbe l’odorato?//
Ora,/ invece,/ Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto,/ come egli ha voluto.// Se poi tutto fosse un membro solo,/ dove sarebbe il corpo?// Invece molte sono le membra,/ ma uno solo è il corpo./ Non può l’occhio dire alla mano:/ «Non ho bisogno di te»;/ oppure la testa ai piedi:/ «Non ho bisogno di voi».// Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli/ sono le più necessarie;/ e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli/ le circondiamo di maggiore rispetto,/ e quelle indecorose/ sono trattate con maggiore decenza,/ mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.// Ma Dio ha disposto il corpo/ conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha,/ perché nel corpo non vi sia divisione,/ ma anzi le varie membra/ abbiano cura le une delle altre.// Quindi se un membro soffre,/ tutte le membra soffrono insieme;/ e se un membro è onorato,/ tutte le membra gioiscono con lui.//
Ora voi siete corpo di Cristo e,/ ognuno secondo la propria parte,/ sue membra.// Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli,/ in secondo luogo come profeti,/ in terzo luogo come maestri;// poi ci sono i miracoli,/ quindi il dono delle guarigioni,/ di assistere,/ di governare,/ di parlare varie lingue.// Sono forse tutti apostoli?/ Tutti profeti?/ Tutti maestri?/ Tutti fanno miracoli?/ Tutti possiedono il dono delle guarigioni?/ Tutti parlano lingue?/ Tutti le interpretano?

Vangelo
Lc 1,1-4; 4,14-21

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Oggi si è compiuta questa Scrittura.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

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Il commento della Fraternità “Gesù Risorto” di Tavodo
Il “Foglietto” delle Famiglie della Visitazione

Prima lettura
Is 62,1-5

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Gioirà lo sposo per la sposa.

Dal libro del profeta Isaìa

Per amore di Sion non tacerò,/
per amore di Gerusalemme/ non mi concederò riposo,/
finché non sorga come aurora la sua giustizia/
e la sua salvezza non risplenda come lampada.//
Allora le genti vedranno/ la tua giustizia,/
tutti i re/ la tua gloria;/
sarai chiamata con un nome nuovo,/
che la bocca del Signore/ indicherà.//
Sarai una magnifica corona/ nella mano del Signore,/
un diadema regale/ nella palma del tuo Dio.//
Nessuno ti chiamerà più/ Abbandonata,/
né la tua terra sarà più detta/ Devastata,/
ma sarai chiamata/ Mia Gioia/
e la tua terra/ Sposata,/
perché il Signore troverà in te/ la sua delizia/
e la tua terra/ avrà uno sposo.//
Sì,/ come un giovane/ sposa una vergine,/
così ti sposeranno i tuoi figli;/
come gioisce lo sposo/ per la sposa,/
così il tuo Dio/ gioirà per te.

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)

Sal 95

Rit.:Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Seconda lettura
1Cor 12,4-11

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L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Vangelo
Gv 2,1-12

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Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

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Prima lettura
Is 40,1-5.9-11

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Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno

Dal libro del profeta Isaìa

«Consolate,/ consolate il mio popolo/ –
dice il vostro Dio.//
Parlate al cuore di Gerusalemme/
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta/
la sua colpa è scontata,/
perché ha ricevuto dalla mano del Signore/
il doppio/ per tutti i suoi peccati».//
Una voce grida:/
«Nel deserto preparate la via al Signore,/
spianate nella steppa/ la strada per il nostro Dio.//
Ogni valle sia innalzata,/
ogni monte e ogni colle siano abbassati;/
il terreno accidentato si trasformi in piano/
e quello scosceso in vallata.//
Allora si rivelerà/ la gloria del Signore/
e tutti gli uomini insieme la vedranno,/
perché la bocca del Signore/ ha parlato».//
Sali su un alto monte,/
tu che annunci liete notizie a Sion!//
Alza la tua voce con forza,/
tu che annunci liete notizie/ a Gerusalemme.//
Alza la voce,/ non temere;/
annuncia alle città di Giuda:/ «Ecco il vostro Dio!//
Ecco,/ il Signore Dio viene con potenza,/
il suo braccio esercita il dominio.//
Ecco,/ egli ha con sé il premio/
e la sua ricompensa lo precede.//
Come un pastore/egli fa pascolare il gregge/
e con il suo braccio/ lo raduna;/
porta gli agnellini sul petto/
e conduce dolcemente/ le pecore madri».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 103

Rit.: Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Seconda lettura
Tt 2,11-14;3,4-7

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Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito

Figlio mio,/ è apparsa la grazia di Dio,/ che porta salvezza a tutti gli uomini/ e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani/ e a vivere in questo mondo con sobrietà,/ con giustizia/ e con pietà,/ nell’attesa della beata speranza/ e della manifestazione della gloria/ del nostro grande Dio e salvatore/ Gesù Cristo.//
Egli ha dato se stesso per noi,/ per riscattarci da ogni iniquità/ e formare per sé un popolo puro/ che gli appartenga,/ pieno di zelo per le opere buone.//
Ma quando apparvero la bontà di Dio,/ salvatore nostro,/
e il suo amore per gli uomini,/
egli ci ha salvati,/
non per opere giuste da noi compiute,/
ma per la sua misericordia,/
con un’acqua che rigenera e rinnova/ nello Spirito Santo,/
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza/
per mezzo di Gesù Cristo,/ salvatore nostro,/
affinché,/ giustificati per la sua grazia,/
diventassimo,/ nella speranza,/ eredi della vita eterna.

Vangelo
Lc 3,15-16.21-22

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Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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Prima lettura
Is 60,1-6

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La gloria del Signore brilla sopra di te.

Dal libro del profeta Isaìa

Àlzati,/ rivestiti di luce,/ perché viene la tua luce,/
la gloria del Signore brilla sopra di te.//
Poiché,/ ecco, la tenebra ricopre la terra,/
nebbia fitta avvolge i popoli;/
ma su di te risplende il Signore,/
la sua gloria appare su di te.//
Cammineranno le genti alla tua luce,/
i re allo splendore del tuo sorgere.//
Alza gli occhi intorno e guarda:/
tutti costoro si sono radunati,/ vengono a te.//
I tuoi figli vengono da lontano,/
le tue figlie/ sono portate in braccio.//
Allora guarderai e sarai raggiante,/
palpiterà/ e si dilaterà il tuo cuore,/
perché l’abbondanza del mare/ si riverserà su di te,/
verrà a te/ la ricchezza delle genti.//
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,/
dromedari di Màdian/ e di Efa,/
tutti verranno da Saba,/ portando oro e incenso/
e proclamando le glorie del Signore.

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 71

Rit.:Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

Seconda lettura
Ef 3,2-3a.5-6

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Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli,/ penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio,/ a me affidato/ a vostro favore:/ per rivelazione/ mi è stato fatto conoscere il mistero.//
Esso/ non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni/ come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti/ per mezzo dello Spirito:// che le genti sono chiamate,/ in Cristo Gesù,/ a condividere la stessa eredità,/ a formare lo stesso corpo/ e ad essere partecipi della stessa promessa/ per mezzo del Vangelo.

Vangelo
Mt 2,1-12

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Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

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Prima lettura
Sir 24,1-4.12-16

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La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.

Dal libro del Siràcide

La sapienza fa il proprio elogio,/
in Dio trova il proprio vanto,/
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.//
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,/
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,/
in mezzo al suo popolo viene esaltata,/
nella santa assemblea viene ammirata,/
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode/
e tra i benedetti è benedetta,/ mentre dice:/
«Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,/
colui che mi ha creato/ mi fece piantare la tenda
e mi disse:/ “Fissa la tenda in Giacobbe/
e prendi eredità in Israele,/
affonda le tue radici tra i miei eletti” .//
Prima dei secoli,/ fin dal principio,/ egli mi ha creato,/
per tutta l’eternità non verrò meno.//
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato/
e così mi sono stabilita in Sion.//
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare/
e in Gerusalemme è il mio potere.//
Ho posto le radici/ in mezzo a un popolo glorioso,/
nella porzione del Signore/ è la mia eredità,/
nell’assemblea dei santi/ ho preso dimora».

Salmo responsoriale
(di norma deve venire eseguito in canto)
Sal 147

Rit.:Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Seconda lettura
Ef 1,3-6.15-18

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Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio,/ Padre del Signore nostro Gesù Cristo,/
che ci ha benedetti/ con ogni benedizione spirituale/ nei cieli/ in Cristo.//
In lui ci ha scelti/ prima della creazione del mondo/
per essere santi e immacolati di fronte a lui/ nella carità,/
predestinandoci/ a essere per lui figli adottivi/
mediante Gesù Cristo,/
secondo il disegno d’amore/ della sua volontà,/
a lode/ dello splendore della sua grazia,/
di cui ci ha gratificati/ nel Figlio amato.//
Perciò anch’io [Paolo],/ avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù/ e dell’amore che avete verso tutti i santi,/ continuamente rendo grazie per voi/ ricordandovi nelle mie preghiere,/ affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo,/ il Padre della gloria,/ vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione/ per una profonda conoscenza di lui;/ illumini gli occhi del vostro cuore/ per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati,/ quale tesoro di gloria/ racchiude la sua eredità/ fra i santi.

Vangelo
Gv 1,1-18

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Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

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Prima lettura
1Sam 1,20-22.24-28

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Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.

Dal primo libro di Samuèle

Al finir dell’anno/ Anna concepì e partorì un figlio/ e lo chiamò Samuèle,/ «perché/ – diceva/ – al Signore l’ho richiesto».// Quando poi Elkanà/ andò con tutta la famiglia/ a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore/ e a soddisfare il suo voto,/Anna non andò,/ perché disse al marito:/ «Non verrò,/ finché il bambino non sia svezzato/ e io possa condurlo a vedere il volto del Signore;/ poi resterà là per sempre».//
Dopo averlo svezzato,/ lo portò con sé,/ con un giovenco di tre anni,/ un’efa di farina e un otre di vino,/ e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo:/ era ancora un fanciullo.// Immolato il giovenco,/ presentarono il fanciullo a Eli/ e lei disse:/ «Perdona,/ mio signore./ Per la tua vita,/ mio signore,/ io sono quella donna che era stata qui presso di te/ a pregare il Signore.// Per questo fanciullo ho pregato/ e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto.// Anch’io lascio che il Signore lo richieda:/ per tutti i giorni della sua vita/ egli è richiesto per il Signore».// E si prostrarono là/ davanti al Signore.

Salmo responsoriale
Sal 83
(di norma deve venire eseguito in canto)

Rit.:Beato chi abita nella tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

Seconda lettura
1Gv 3,1-2.21-24

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Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi,/ vedete quale grande amore ci ha dato il Padre/ per essere chiamati figli di Dio,/ e lo siamo realmente!// Per questo il mondo non ci conosce:/ perché non ha conosciuto lui.//
Carissimi,/ noi fin d’ora siamo figli di Dio,/ ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato.// Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato,/ noi saremo simili a lui,/ perché lo vedremo così come egli è.//
Carissimi,/ se il nostro cuore non ci rimprovera nulla,/ abbiamo fiducia in Dio,/ e qualunque cosa chiediamo,/ la riceviamo da lui,/ perché osserviamo i suoi comandamenti/ e facciamo quello che gli è gradito.//
Questo è il suo comandamento:/ che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo/ e ci amiamo gli uni gli altri,/ secondo il precetto che ci ha dato.// Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio/ e Dio in lui.// In questo conosciamo che egli rimane in noi:/ dallo Spirito che ci ha dato.

Vangelo
Lc 2,41-52

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Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

+ Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

"Oggi si è compiuta questa Scrittura"

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". Luca 4,16-21